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31 luglio 2010
REGGIO CALABRIA. “La difficoltà di certificare il debito pregresso della sanità, l’esigenza di un recupero progressivo del deficit strutturale, la mancanza di una contabilità analitica propria di ogni azienda pubblico-privata che ha indotto il ministro Tremonti a definire quella calabrese una contabilità “omerica”, il livello oggettivamente mediocre della qualità dei servizi resi, nonostante le tante punte di eccellenza presenti nel settore, hanno reso inevitabile, e per certi aspetti auspicabile, il commissariamento della sanità calabrese”. È quanto afferma il consigliere regionale della lista “Scopelliti Presidente”, Candeloro Imbalzano. “A fronte di queste macroscopiche criticità - prosegue Imbalzano - si contrappone l’atto di fiducia del Governo nei confronti del Presidente della Giunta al quale lo stesso Ministro dell’Economia ha ampiamente riconosciuto la bontà degli interventi di questi primi cento giorni di attività per invertire la rotta in un settore che sembrava senza più speranza. Si apre, adesso, una fase definitivamente nuova che consentirà di produrre servizi essenziali in grado di offrire una risposta concreta ai bisogni dei cittadini nel segno di quella qualità che dobbiamo, comunque, mettere in atto. La sfida è programmare il futuro con scelte decisive in direzione del risanamento e dell’ottimizzazione delle risorse, puntando anche sulla costruzione di nuovi ospedali, compreso quello di Reggio Calabria, in linea con i requisiti di veri “hub sanitari”. “Si avvia un processo - conclude il consigliere regionale - che guarda ad una assistenza socio-sanitaria dignitosa, coniugando rigore ed efficienza, sulla scia dell “operazione trasparenza” promossa dal Presidente Scopelliti in questo primo scorcio di legislatura”. “Il commissariamento della sanità è una bocciatura per la politica. A Roma, prima dell’implosione del Pdl, il federalismo sembrava la panacea per tutti i mali, ma qui in Calabria il Governo, nonostante la Giunta “amica”, agisce in maniera centralistica ed autoritaria”. È il giudizio del consigliere regionale Bruno Censore del Pd. “Il commissariamento - aggiunge - è una dichiarazione di sfiducia per il regionalismo democratico e pone la politica calabrese in una condizione di minorità. In un settore fondamentale come la sanità la politica calabrese è considerata dal Governo Berlusconi incapace d’intendere e di volere. Dopo quatto mesi di centrodestra al governo della Regione e con a Roma un Governo dello stesso colore, c’era da sperare che la maggioranza riuscisse, attraverso un programma ben articolato, a conquistare la fiducia del Governo e rimettere in movimento la macchina della Regione dentro i circuiti della normalità amministrativa. Invece non è stato così”. “Si è preferito, subito dopo il voto di marzo - prosegue Censore - far finta di essere ancora in campagna elettorale e darsi al turismo sanitario, anziché lavorare sodo su progetti e proposte. Il ministro Tremonti deve aver capito che da questa maggioranza che esprime il governo della Regione non c’é da attendersi molto e ha innescato le procedure del commissariamento affiancato dalla Guardia di Finanza. Come dire: amici di partito sì, ma è meglio se vi mettete da parte e lasciate fare a noi”.
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